PANEGIRICO DEL PETTO DI POLLO

Sano, semplice, più economico di una bistecca di manzo, con il termine francese che lo indica, blanc de poulet, che contiene la magica parola bianco, il petto di pollo è quello che ci vuole per far felice una donna. Almeno, una donna del mio genere, di quelle che, come la Tosca di Puccini, vivono d’arte e di amore e si interessano al cibo soprattutto in senso estetico e concettuale.
Voi dite che è un piatto da malati? Forse, però tutta la dieta della persona delicata è suggestiva, minestrina in brodo con dentro un pezzetto di stracchino, riso all’inglese, prosciutto crudo, due foglie di lattuga, tre zucchine lesse.
A proposito di verdure lesse, ora vi racconto brevemente la storia delle mie tre vaporiere, tutte appartenenti alla mia età adulta, quindi a una vita che, finalmente, si era fatta interessante.
Statemi a sentire.
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SAPORE DI MARE

Gustave Courbet, les Bords de mer à Palavas, 1854

I Sapori dell’arte, 9. Lunedì 21 maggio 2018:  Sapore di mare

«Dentro il tuo mare viaggiava la mia nave / dentro quel mare mi sono immersa e nacqui…» (Patrizia Cavalli)

Non mi piace il mare.
Sabbia, scogli, tutto quel sole a rovinare la pelle, vita senza orari, fumo, alcol, gente da tutte le parti, quando ritorni dalla vacanza sei più stranito di quanto eri stranito quando sei partito.
Ciò non toglie che, però, mi piaccia il mare d’inverno, e che io trovi nell’arte dei mari di fronte ai quali vorrei trovarmi, e che io possa affrontare il  Sapore di mare senza sentirmi fuori posto.
Fra l’altro, il tema me lo sono scelto, non fosse altro che per completare la strofa.
Dopo il Sapore di sale http://www.contutti-isentimenti.com/economia-domestica/sapore-di-sale/, ecco, dunque il Sapore di mare.

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MEGLIO UN UOVO OGGI

A dare un’occhiata intorno, un blog di successo ha caratteristiche precise.
Fa vedere borse e scarpe, cosa che a me non passa nemmeno per la testa, uso una sola borsa, seppure piuttosto bella e non sono una maniaca delle scarpe; mostra continuamente vestiti diversi e io sto sempre vestita nel medesimo modo; pubblica le foto delle vacanze in posti esotici e io non sono mai stata in un posto cosiddetto esotico in vita mia.
Ma, come tutte le blogger che si rispettino, ho anch’io il mio asso nella manica e colgo al volo un’altra possibilità.
Dunque, eccomi a darvi alcune delle mie ricette di cucina, cominciando da quella che realizzo più spesso e con un certo talento, forte anche del fatto che il mio piatto può essere servito a tutti e tre i pasti principali della giornata, per non parlare di quanto sia opportuno portarselo in viaggio o gustarlo in mezzo alla natura per una di quelle occasioni che i pittori ci hanno insegnato a chiamare déjeuner sur l’herbe.

Ecco, dunque, per voi, il mio: uovo sodo.
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SAPORE DI SALE

Clara Peeters, Natura morta con formaggi, carciofo e ciliegie, 1625

I Sapori dell’arte, 8. Lunedì 14 maggio 2018:  Sapore di sale

Come in ogni blog di successo, parliamo pure noi di cucina.
E in cucina il sale domina, senza sale si cucina da malati e malamente, l’importante è conoscere quel paio di regole indispensabili: 1. l’acqua della pasta, così vitale per noi italiani, deve essere salata come il Mediterraneo. 2. il sale nei cibi non si deve sentire, nel senso alto e nel senso basso, ovvero il cibo non deve sapere di sale (che si mette nei cibi, cucinando, per esaltarne il sapore), né di sale deve mancare.
In quest’ultimo caso il cibo è sciapo, che è un sinonimo di sciocco, termine che si usa anche con le persone, a indicare quanto, mancando esse di sale, «simbolo del senno, della saggezza, dell’intelligenza», mancano di alcune delle virtù più importanti per stare al mondo, mettendo io al primo posto l’intelligenza, che apprezzo sempre molto, laddove, come è noto, il senno, per la precisione quello del poi, riempie le fosse e la saggezza va presa cum grano salis, cioè con un grano di sale, ovvero con discernimento.
Insomma, non esageriamo, a diventare saggi si fa sempre in tempo.
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PATTI CHIARI

Questa sono io al maggio 2018 con il mio studente Giovanni Marmorino (II anno Design della Comunicazione. Rientra di diritto nella categoria degli splendidi figlioli).
Oggi lui è arrivato in aula con i calzoni normali, cioè lunghi. 
Mi ha però detto che si era appena cambiato e che lo aveva fatto ‘per me’.
È andato alla cattedra, dove si siede lui (io faccio lezione in piedi), ha sistemato la sua attrezzatura e poi mi ha detto che voleva che ci facessimo una foto noi tre: lui, io e il suo indumento (quello corto).
Poco prima che iniziasse la lezione si è tolto il cappelletto.
Che si è rimesso in testa subito alla fine della lezione.
Come si è rimesso addosso i pantaloni corti.
Anche un altro dei ragazzi, Matteo, è entrato in aula con i pantaloni lunghi e pure lui mi ha detto che lo aveva fatto ‘per me’.
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CASTRONERIE

Alcuni non rileggono.
Non lo fanno perché «mica sto scrivendo I Promessi Sposi», oppure, meglio, «per conservare la freschezza del tono» (Bassani ha ripulito per due anni prima della pubblicazione Il giardino dei Finzi-Contini,  uno dei romanzi più dotati di freschezza che abbia letto in vita mia).
Altri le dicono in buona fede, nel senso che pensano proprio così, ne sono convinti.
Da una parte, meglio, la vita prende di botto un altro corso.
E poi, certe sono talmente irresistibili da passare alla storia.
In sintesi.  Continua a leggere

SAPORE DI MASCHIO

Jacques-Louis David, Il giuramento degli Orazi, 1784

I Sapori dell’arte, 7. Lunedì 7 maggio 2018:  Sapore di maschio

Calzini.
Ogni volta che vedo questo dipinto, bellissimo, ogni volta che me lo guardo per conto mio, che lo illustro in una lezione o in una conferenza, penso a quella povera donna con quattro maschi in casa, quanti calzini deve lavare tutti i giorni.
Una volta una persona mi ha interrotta in una situazione pubblica e mi ha fatto notare che gli uomini del quadro avevano sandali ai piedi nudi.
Che dovevo fare?
Ho fatto finta di stupirmi, non ci avevo mai fatto caso.
(È incredibile quanta poca fantasia e quanta scarsa capacità di prendere il volo, fosse pure almeno attraverso l’arte, ha la gente).
Roma, anno 1784, autunno.
Jacques-Louis David è al suo secondo viaggio in Italia, è già stato a Roma per studio tra il 1775 e il 1780.
Ora vuole tornare a immergersi nell’antico per realizzare Il Giuramento degli Orazi. Vuole iniziare la sua carriera pubblica  «par un coup d’éclat», ovvero con una clamorosa, sbalorditiva, incontenibile botta di teatro.
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1° MAGGIO: IL SAPORE DEL LAVORO

Riso amaro, Giuseppe De Santis, 1949, con Silvana Mangano

I Sapori dell’arte, 6. Lunedì 30 aprile 2018:  Il Sapore del  lavoro

Una delle domande che faccio più spesso alla gente è: «Ti (le) piace il tuo (suo) lavoro?».
La risposta più cretina che spesso ottengo è: «È un lavoro come un altro».
Cambio di scena.
«Ti (le) piace tuo (suo) marito?»
«È un marito come un altro».
Rendiamoci conto.
Vale lo stesso per la moglie, per l’appartamento, per il figliolo, il cagnolino o il micetto e, diciamolo, pure per la macchina?
Non mi sembra.
Dunque, proviamo a riflettere sul lavoro e a dargli un sapore, che potrebbe essere dolce ma anche amarissimo.
E cominciamo con Baudelaire, che sull’argomento la sapeva lunga.
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IL MAGGIO DEI SENTIMENTI

Bill Viola, The Quintet of the Astonished, 2000

Nel maggio 2018 il blog CON TUTTI I SENTIMENTI diventa un corso in 5 lezioni, per celebrare la primavera e dare un nome a quello che proviamo

Mercoledì 2 maggio ore 18:30: La gaiezza, l’appagamento, la gioia ma anche la felicità
Martedì 8 maggio ore 18:30: Il dolore e le sue diverse incarnazioni
Martedì 15 maggio ore 18:30: La malinconia, quella creativa degli artisti e quella degli altri
Martedì 22 maggio ore 18:30: La gelosia
Martedì 29 maggio ore 18:30: La tenerezza

In collaborazione con Il Cenacolo dei Viaggiatori

Nella sede UNAR via Ulisse Aldrovandi 16 secondo piano

A cura di Rosella Gallo: storico dell’arte, docente, blogger

LADIES FIRST

 

Fernand Khnopff, Des caresses, 1896

I Sapori dell’arte, 5. Lunedì 23 aprile 2018:  Sapore di donna

Una conoscente mi aveva dato il numero di telefono.
La donna, amica della madre, era una specie di sensitiva, che si esprimeva attraverso le carte. Aveva capacità medianiche, per esempio, prima che lui stesso lo sapesse, aveva fatto una brutta diagnosi al marito di Cecilia.
Il fatto era che lei sentiva una specie di fuoco che le divorava la parte del corpo corrispondente a quella affetta da una patologia della persona che le stava davanti.
Io mi ritengo figlia della Ragione e dei Lumi tutti, però quella volta ero veramente confusa e mi dissi o ci vado adesso, o non ci vado più.
Appena entrata, la cartomante mi fece sedere al tavolo davanti a lei, era una donna anziana e affabile.
Mi mise davanti il mazzo delle carte, appena lo toccai lei mi guardò dritto negli occhi.
E lo disse: «Lei fa un mestiere che ha a che fare con l’arte».
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